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Riflessioni autobiografiche
di Giuseppe Campos Venuti
Date: 2005/10
Manuel Sola Morales, avendo letto un mio recente saggio, mi ha
scritto apprezzandolo -- bontà sua -- in quanto "riflessione
autobiografica". Manuel ha ragione, forse i cinquant'anni di
esperienze urbanistiche vissute in prima persona, mi suggeriscono
spesso di confrontare il passato con il presente e trarne riflessioni
e suggerimenti per il futuro. Probabilmente la questione urbanistica
di cui più mi sono occupato, è stata quella del modello
di piano e di attuazione, dei suoi rapporti con il regime immobiliare,
la legislazione e l'assetto territoriale che ne consegue.
E siccome si tratta di fenomeni largamente mutevoli, mi sembra naturale
ricordare oggi, quali erano quando ad essi anch'io tentai di rispondere
tanti anni fa; proponendo un certo tipo di piano e una certa riforma
legislativa, sempre con l'intenzione di influire in qualche modo
sul regime immobiliare e sull'assetto del territorio. E mi sembra
naturale proporre questo approccio "autobiografico", quando
tento di dare la mia lettura attuale di quegli stessi fenomeni che,
nel frattempo, sono profondamente cambiati. Spiegando allora in
che modo suggerisco di affrontarli oggi, con soluzioni molto diverse;
intenzionato a perseguire gli stessi obiettivi di ieri, che sono
l'equità, l'attuabilità e la qualità (anche
se le stesse esigenze di qualità, con il tempo sono mutevoli).
E' certamente "autobiografico" ricordare i risultati ottenuti
a Bologna negli anni 60 e 70, generalizzando l'acquisizione preventiva
dei suoli da urbanizzare, quando questa operazione si poteva fare
in Italia a basso costo. Ma il confronto con il passato, mi obbliga
oggi a ritenere conclusa quella generazione urbanistica e ad inventare
un nuovo modello di piano ed una nuova riforma legislativa. Come
è "autobiografico" ricordare che venti anni fa
la strategia di trasformazione sociale del piano di Madrid, non
era alternativa alla strategia di trasformazione funzionale del
piano di Barcellona. E che la alternativa "progetto-piano"
nata dal confronto fra i due, era una trappola che abbiamo fatto
bene a superare con il tempo.
E' in fondo per me, in qualche modo "autobiografico",
continuare a credere e a praticare il metodo del piano. Proprio
perché continuo a confrontare i piani derivati dalle situazioni
del passato che ben ricordo, con quelli emergenti dal presente che
abbiamo tutti sotto gli occhi; sempre per ricavare da questo confronto,
le riflessioni e i suggerimenti per il futuro.
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