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Un programma
per la SIU
Alberto Clementi
Riparte
l'attività della Società Italiana degli Urbanisti,
con un Consiglio Direttivo profondamente rinnovato per la
ineleggibilità consecutiva dei suoi precedenti componenti.
Dopo una prima fase di assestamento, ha preso forma il programma
delle attività per il biennio 2003-2004. Si è
confermata l'impostazione di fondo già maturata nel
corso dell'ultimo biennio: quella di una Società che
vuole mantenersi aperta alla comunità scientifica,
e che offre la sua Conferenza annuale e la pubblicazione degli
atti come occasione per fare il punto sulle ricerche in corso
secondo un'agenda tematica decisa di volta in volta , non
diversamente del resto da ciò che avviene in altri
settori disciplinari più consolidati . Ancora, una
Società che si rivolge ai giovani quanto agli urbanisti
più esperti, e che intende stimolare confronti intergenerazionali
senza curarsi troppo delle immediate ricadute amministrative
e politiche delle proprie discussioni . Soprattutto una Società
che cerca una presa diretta con i mutamenti in corso nel territorio
e nella società, interrogandosi liberamente sulla capacità
del nostro mondo di urbanisti di intercettare i nuovi processi
al loro stato nascente, e di saper innovare tempestivamente
forme e strumenti per l'azione.
Il programma che abbiamo varato si muove dunque nel solco
di una sostanziale continuità con le esperienze di
successo degli ultimi anni, con una formula collaudata che
tuttavia si vorrebbe rafforzare ulteriormente. In primo luogo
organizzando una varietà di iniziative seminariali
complementari e possibilmente convergenti con quelle della
Conferenza; poi rilanciando strumenti di grande utilità
per la comunicazione come il Bollettino e il Sito
Web, finora poco sfruttati ma che intendiamo potenziare
anche attraverso un accordo con la rivista on-line Planum;
infine introducendo nuove opportunità di promozione
del lavoro degli urbanisti, come la "Medaglia d'oro
per l'urbanistica e il paesaggio" su cui si sta lavorando
da tempo e che ormai è prossima alla conclusione grazie
all'accordo con la Triennale di Milano e con la Direzione
Generale per l'architettura e le arti contemporanee del ministero
per i Beni e le Attività culturali..
Il tema che fa da sfondo alle attività del biennio
2003-04 è l'attitudine degli urbanisti a misurarsi
con i mutamenti in corso nel nostro Paese, in una fase
di profondo rimescolamento delle forme insediative, delle
strutture economiche e sociali, e delle stesse istituzioni
di governo del territorio che sembra mettere in crisi le pratiche
tradizionali del piano e della programmazione degli investimenti
pubblici.
Questo tema sarà al centro della prossima Conferenza
annuale di Firenze, dove verrà esplorato intersecando
i molteplici percorsi della ricerca applicata con le riflessioni
degli urbanisti più influenti, chiamati a dare conto
delle "prove d'innovazione" e delle loro possibili
ricadute sulle pratiche e sulle strumentazioni disciplinari.
Ma ancora prima è stato occasione di un riuscito seminario
nazionale che si è tenuto in novembre a Bari, mettendo
a confronto urbanisti, economisti, sociologi, architetti,
ingegneri e amministratori. Qui era in discussione l'apporto
degli urbanisti alla cultura delle riforme per il Mezzogiorno,
in un momento in cui sembra riscoprirsi -almeno nelle intenzioni-
l'importanza del territorio e delle città nelle politiche
di programmazione dello sviluppo di matrice comunitaria.
Il nodo del riformismo e del contributo che può provenire
dall'urbanistica merita comunque di essere approfondito ulteriormente.
Per questo prevediamo di organizzare subito dopo la Conferenza
di Firenze un secondo seminario nazionale a Roma, d'intesa
con il ministero delle Infrastrutture. Il seminario sarà
dedicato alla rilettura critica e attualizzata di alcune interessanti
esperienze del nostro recente passato, come il Progetto '80,
che aveva saputo proporre la visione di un territorio al futuro
come fertile spazio d'incontro tra urbanistica, economia e
politica.
Anche la riflessione sulla riforma in atto del sistema di
formazione universitaria, un tema decisivo per la SIU nata
proprio come cerniera tra mondo accademico e mondo professionale,
verrà riguardata sotto la prospettiva della nostra
capacità d'innovazione in sintonia con i processi di
mutamento del contesto . Facendo seguito al seminario di Genova,
riproporremo a Pescara in primavera l'occasione per valutare
congiuntamente le sperimentazioni in corso presso le diverse
università. Il quadro come è noto è in
forte movimento, e si stanno manifestando ora tutte quelle
potenzialità ma anche quelle contraddizioni e rischi
che avevamo lucidamente prefigurato alla nascita della nostra
stessa Società.
Ora non è più sufficiente osservare e discutere.
Occorre impegnarci attivamente nella autovalutazione delle
nostre attività prima che altri lo facciano dall'esterno,
come sta per accadere con le incombenti procedure di valutazione
delle "eccellenze" (e quindi dei finanziamenti)
dei singoli atenei concertate recentemente dalla Conferenza
dei Rettori e dal ministro Moratti. Almeno questa è
l'ipotesi che vorremmo presentare a Pescara, quando saremo
chiamati a discutere delle tendenze di riposizionamento delle
nostre discipline all'interno dei nuovi percorsi formativi
offerti ai diversi livelli, dalle lauree triennali ai masters.
Intanto nella SIU , dopo la importante esperienza di ricerca
sui metodi di pianificazione del paesaggio per incarico del
MBAC, cominciano a prendere forma altre iniziative di ricerca,
anche autopromosse dai nostri iscritti e avallate dal Direttivo.
Un segnale significativo viene ancora una volta dal Mezzogiorno,
dove si è costituito un gruppo di ricerca comune tra
Bari, Cosenza, Potenza, Palermo, Salerno e Pescara. Il tema
è stimolante : il ruolo avuto dalle università
-opera pubblica per eccellenza nel Mezzogiorno degli anni
Settanta-Ottanta- nella trasformazione della città
e del territorio locale. E' una prospettiva di lavoro che
incrocia temi importanti per la SIU, rileggendoli alla luce
delle specificità dei contesti territoriali, e aiutandoci
a capire meglio le complesse interdipendenze che si stabiliscono
tra le trasformazioni dei sistemi formativi e dinamiche di
sviluppo territoriale.
Ma prosegue anche la attività di ricerca su committenza
del MBAC. Ora il tema è la qualità del progetto,
portato al Convegno internazionale di Bologna nell'ambito
del semestre di presidenza italiana della UE ( novembre '03).
Qui la SIU ha contribuito curando la organizzazione di due
workshop preparatori a Roma e a Milano ( all'ordine del giorno
rispettivamente la qualità diffusa e la qualità
delle opere infrastrutturali ), e soprattutto con la collaborazione
alla proposta di INFRASCAPE, indirizzi per la progettazione
sostenibile delle infrastrutture nel paesaggio, che ha riscosso
una grande attenzione da parte di numerosi rappresentanti
degli altri Paesi europei presenti.
Il tema della qualità del progetto, stavolta riferito
più propriamente al progetto per le città ,
sarà occasione anche di un Convegno europeo che la
SIU sta organizzando con il comune di Genova per la conclusione
del suo anno di città della cultura.
Con il convegno di Genova si chiuderà il nostro biennio
di lavoro, per il quale ho richiamato solo le iniziative più
importanti tralasciando le molte altre occasioni locali in
cui è presente la SIU .
Come si vede, il calendario è fitto di impegni e di
responsabilità per tutti noi. L'augurio che ci facciamo
è che le attività crescano ancora , e che i
nostri iscritti si sentano sollecitati ad essere sempre più
protagonisti in prima persona delle iniziative in programma.
Dicembre 2003
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