| .... |
Unità di paesaggio
La definizione delle unità di paesaggio, funzionale al governo
dei processi di trasformazione, conferma la tendenza del PTCP a individuare,
nelle dinamiche uomo-ambiente, le valenze specifiche dei territori
e a far proprio il principio di ecosostenibilità. Le analisi dell'ecologia
del paesaggio hanno portato alla delimitazione di 50 unità, raggruppate
in 4 sub-sistemi: orientale, centrale, occidentale e settentrionale.
All'interno di ciascuna unità sono state riscontrate le esigenze e
le criticità ambientali, sono state progettate le condizioni di equilibrio
e sono state ricercate le possibilità di cambiamento e le imprescindibili
cautele per le azioni di trasformazione.
Sub-sistema 1 (Orientale)
Per questa area che comprende parte della pianura ternana, la bassa
Valnerina, i Monti Martani e i Monti di Polino, è previsto il potenziamento
del ruolo di serbatoio di naturalità, riconnettendo tra loro le macchie
boschive presenti, anche attraverso interventi di sistemazione idraulico
- forestale con tecniche di progettazione naturalistica, e il recupero
delle cave dismesse. Saranno tutelate le acque del fiume Nera, con
particolare riguardo per i problemi di depurazione, di controllo dei
prelievi e delle restituzioni dei deflussi minimi vitali.
Sub-sistema 2 (Centrale)
Si tratta di una zona di margine tra la piana densamente urbanizzata,
la conca di Terni, e le aree agricole collinari, valle Antica, Collescipoli,
Sangemini, Acquasparta e le colline interne della valle dell'Aia.
Si prevedono operazioni di bonifica delle numerose aree industriali
dismesse, potenzialmente contaminate, e delle discariche urbane e
industriali, ormai tecnicamente inadeguate. In alcune delle valli
degli affluenti dell'Aia i dissesti riscontrati dovranno essere stabilizzati
con tecniche di progettazione naturalistica volte al ripristino della
vegetazione ripariale.
Sub-sistema 3 (Occidentale)
I monti Narnesi e Armerini costituiscono un corridoio ecologico a
striscia, una delle principali configurazioni strutturali della provincia.
Gli attuali margini dovranno essere rispettati, evitando gli arretramenti
e le separazioni tra le macchie boschive all'interno del corridoio.
Particolarmente importante è l'area umida del lago di San Liberato,
che andrà tutelata e valorizzata. Si segnalano problemi relativi agli
impianti idroelettrici, che sfruttano le acque dei fiumi Tevere e
Nera: si ritiene necessario definire un rapporto equilibrato tra uso
idroelettrico e altri usi.
Sub-sistema 4 (Settentrionale)
Il bosco dell'Elmo, che si caratterizza per l'elevata valenza naturalistica
e, in generale, le aree del Monte Peglia e del Monte Piatto, saranno
oggetto di specifiche salvaguardie. Nelle zone marginali verrà favorita
la conversione delle attuali colture seminative a pascolo, allo scopo
di aumentare la superficie dell'habitat naturaliforme. Gli ambiti
fluviali del torrente Chiani, del fiume Paglia e dell'alto Tevere
costituiscono un unico sistema strutturale, corridoio ecologico corrente,
che svolge un'importante connessione lineare tra i sub-sistemi provinciali
ed extra-provinciali.
. |
|
.
|
| .
|
|