Di Cosa parliamo quando parliamo di urbanistica?
a cura di Maria Chiara Tosi

Paperback: 261 pages
Publisher
: Meltemi, Roma 2006
Language
: Italian
ISBN
: 8883534530
Prize
: 20 €

Informazioni per l'acquisto
Il libro è disponibile sul sito:
http://www.meltemieditore.it/nuovo/libri/schedalibro.asp?codice=510


Presentazione
di Cristina Renzoni

Prendendo a prestito la formula da una raccolta di racconti di Raymond Carver del 1981 - What we talk about when we talk about love - il titolo del libro curato da Maria Chiara Tosi esplicita sin da subito il proprio centro tematico: la necessità di chiedersi cosa sia l'urbanistica e di cosa si occupi questo "campo di pratiche e saperi dai confini permeabili".

Di cosa parliamo quando parliamo di urbanistica? è la domanda che si snoda attraverso i contributi, ordinati in ordine alfabetico, di Paolo Avarello, Angela Barbanente, Attilio Belli, Alberto Clementi, Pier Luigi Crosta, Giulio Ernesti, Patrizia Gabellini, Karl Kupka, David Mangin, Luigi Mazza, Pier Carlo Palermo, Josep Parcerisa, Bernardo Secchi e Guido Zucconi: quattordici professionisti e studiosi che osservano e praticano l'urbanistica da punti di vista diversi e che dell'urbanistica propongono differenti interpretazioni.
Attraverso risposte più o meno dirette, gli autori organizzano le proprie riflessioni in strutture argomentative che articolano definizioni, racconti di città, libri, casi studio, figure professionali, lettere, e si interrogano sulle necessarie aperture e delimitazioni di un sapere la cui dimensione sia teorica che pratica poggia sul terreno incerto della trasformazione della città e del territorio.

In particolare gli scritti di Pier Carlo Palermo e di Alberto Clementi si incentrano sulle "tendenze evolutive" dell'urbanistica e sulla necessaria individuazione di nuove figure professionali come "estensione possibile e opportuna" di un campo di pratiche che unisce una grande varietà di profili "sensibilmente rinnovati".
Guido Zucconi, proponendo una distinzione tra proper e unproper planning, concentra l'attenzione sull'identità dell'urbanistica, da un lato "scienza dei piani regolatori" e dall'altro "insieme complesso, e non sempre congruente, di apporti che provengono da diverse direzioni".
Sulla necessità di recepire domande e bisogni e di riferirsi a soggetti plurali, riflettono David Mangin, che propone tre diversi modi di parlare di urbanistica in relazione a luoghi e soggetti, e Angela Barbanente, che si interroga sulle aspettative e sulle immagini consolidate che il senso comune ha stratificato intorno a questo sapere.
A partire da "due miti e due archetipi", Ippodamo e Romolo, assunti quali "metafore del fare urbanistica", Luigi Mazza, riflettendo su confini, su controllo spaziale e controllo sociale e su territorialità, individua alcune parole chiave - dividere, distinguere, ordinare e distribuire - come caratteristiche di una pratica professionale che è in primo luogo pratica di regolazione degli usi del suolo, "dove oggetto di regolazione non è la città, ma l'uso della terra".
Patrizia Gabellini, dopo aver messo in evidenza la dimensione applicata dell'urbanistica, "sapere pratico" applicato al "progetto di trasformazione" di uno specifico "territorio urbanizzato", propone altre due possibili definizioni indirette, attraverso la lettura di un libro, Tecniche urbanistiche, e la presentazione di un caso, l'operazione urbanistica di Jesi, "costruzione di un vestito a misura di contesto".
Soffermandosi sul susseguirsi di mutamenti di prospettiva dell'urbanistica "nella sua lunga storia", Bernardo Secchi articola il proprio racconto attraverso i cambiamenti che più volte hanno portato l'urbanistica a ridefinire "i propri impegni nei confronti della società" e, di conseguenza, i propri "enunciati fondativi", le proprie "tecniche di osservazione" e la natura dei propri progetti.

Maria Chiara Tosi nell'introduzione individua e ordina i nodi teorici più rilevanti e, riproponendo la struttura argomentativa di domanda e risposta, costruisce confronti e letture trasversali tra i diversi contributi. Viene così a delinearsi una rassegna di posizioni che traccia un'interessante mappa delle linee di tendenza dell'urbanistica italiana e non solo, il cui esito finale non è un improbabile tentativo di sintesi, bensì la messa a fuoco di alcune aree tematiche intorno a cui si muove il fare urbanistica oggi.

 

Maria Chiara Tosi, urbanista, insegna Urbanistica presso l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia e l'Università di Trento. Ha partecipato a ricerche interuniversitarie e lavorato alla redazione di alcuni piani (Casarano, Brescia, Macerata, Pesaro). Attualmente è impegnata nella redazione del Piano Strutturale Comunale di Ferrara e del Piano Paesaggistico di Feltre. Ha pubblicato saggi su libri e riviste, ha curato il Quaderno del Laboratorio BresciaPrg (1998) e il primo numero del Quaderno del dottorato di Urbanistica di Venezia (2001). Nel 2001 ha pubblicato, con Stefano Munarin, Tracce di città. Esplorazioni di un territorio abitato: l'area veneta.