Antonino Pellicanò
Del Periodo Giovanile di Galileo Galilei. Il trattato di Fortificazione.
Alle radici del pensiero scientifico e dell'urbanistica moderna

Gangemi editore, Roma 2000, Lire 40.000
ISBN 88492101X

Prefazione
Prof. Enrico Musacchio
Emeritus dell'Università di Alberta, Edmonton, Canada

Nel periodo di insegnamento a Padova Galileo si occupò anche di architettura militare. I due scritti nati da questo suo interesse, non sono stati ignorati dagli studiosi dello scienziato, sebbene, messi in ombra da scritti più ponderosi, essi non abbiano suscitato più che una superficiale attenzione. Proprio a questo lato secondario della meditazione galileiana Pellicanò rivolge la sua attenzione e ne intraprende un'accurata analisi.

L'esame rivela in primo luogo gli aspetti più appariscenti di questa sorprendente sortita di Galileo in una disciplina alla quale non è tradizionalmente associato il suo nome; ragioni pratiche, di prestigio e di carriera, come chiarisce l'Autore, che confronta gli scritti galileiani con l'imponente letteratura dei trattati rinascimentali su tal soggetto. Ma lodevole quanto possa essere questa disanima di scritti, seppur marginali, di un pensatore dell'importanza di Galileo, l'interesse dell'analisi di Pellicanò consiste ben più nello sforzo di mettere a fuoco la direzione del pensiero di Galileo in questo periodo seminale del suo sviluppo intellettuale, anche in opere per le quali non ci sarà un seguito. Gli anni in cui Galileo si è interessato ai problemi di architettura militare sono all'incirca gli stessi durante i quali Jacopo Mazzoni, di cui è stato collega a Pisa, e con cui continuerà a corrispondere, elabora il suo vasto confronto dei sistemi filosofici di Platone e di Aristotele; e questo legame è una delle chiavi di cui si serve Pellicanò per mettere in luce l'importanza delle novità nell'impostazione che affiorano nei trattatelli militari di Galileo. Qual'è il bagaglio intellettuale più importante nel pensiero di Galileo, Aristotele o Platone ? Secondo la tesi sostenuta da Pellicanò, per quanto riguarda gli scritti sull'architettura militare, dobbiamo tener conto e dare il peso dovuto all'importanza che viene assegnata da Galilei alla ricerca del "genius loci", all'individuazione dei caratteri propri del luogo da difendere militarmente. E' questa un'esigenza che, di contro all'essenzialismo platonico, ha un sapore nettamente aristotelico, riscontrabile nella Metafisica dello Stagirita, ma che era stata fatta sua anche dalla tradizione scolastica (ed infatti San Tommaso, nel De ente et essentia, osserva che "nomen naturae ... videtur significare essentiam rei secundum quod habet ordinem ad propriam operationem rei"); è inconcepibile pertanto che un sistema difensivo sia buono in astratto e in ognuno dei luoghi possibili; esso fonda invece la sua validità nell'adattamento al contesto territoriale che gli è specifico: la sua essenza stessa è ordinata ad una ben determinata operazione.

Da questa direzione filosofica nella linea di pensiero del giovane Galileo, Pellicanò deduce tutto un modo diverso di concepire i problemi dell'architettura militare che segna una svolta nel corso della precedente trattatistica rinascimentale. Ma, alla fine del '500 sono ormai anche cambiati i rapporti tra il Signore e i suoi architetti, e tra questi architetti e i tecnici che dovranno eseguirne i progetti. Ed ecco che come conseguenza inevitabile, nella trasmissione dell'informazione necessaria alla messa in opera dei piani di ingegneria, e inoltre per via della rivoluzione apportata all'arte militare dal perfezionamento delle artiglierie, tutto un diverso linguaggio deve subentrare: il linguaggio più preciso e più chiaro che in effetti Galileo (che sempre si è interessato delle questioni dell'espressione) affinerà e di cui diventerà maestro.

Quella di Pellicanò non è dunque solo un'analisi attenta, documentata e originale del contenuto dei due trattati giovanili dello scienziato pisano, ma il punto di avvio per una affascinante esplorazione delle nuove vie che si aprono nel mondo della scienza all'inizio del '600.

 

Presentazione,
Prof. Alessandro Bianchi
Ordinario di Urbanistica e Rettore dell'Università di Reggio Calabria
  ---------------------
Introduzione,
Prof. Rosario Giuffrè
Ordinario di Cultura Tecnologica della Progettazione
e Preside Facoltà Architettura Reggio Calabria