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Giancarlo De Carlo. Inventario analitico
dell'archivio
a cura di Francesco Samassa
Paperback: 400 pages
Publisher: Il Poligrafo, 2004
Language: Italian
ISBN: 88 7115 356 1
Prize: € 30,00
Indice:
Anna Tonicello - Premessa
Francesco Samassa - La costruzione dell’archivio di
Giancarlo De Carlo
Inventario analitico dell'archivio
a cura di Francesco Samassa
Atti
Progetti: disegni, relazioni, modelli
Progetti: documenti digitali
Scritti
Sub-fondo “Spazio e Società”:
- Corrispondenza
- Materiali redazionali
- Materiali vari
Apparati
Apparati bibliografici
Indice dei nomi
Indice dei luoghi
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Giancarlo De Carlo. Percorsi
a cura di Francesco Samassa
Paperback: 480 pages
Publisher: Il Poligrafo, 2004
Language: Italian
ISBN: 88 7115 355 3
Prize: € 32,00
Indice:
Pio Baldi: Premessa
Roberto Sordina: Presentazione
Francesco Samassa: Sezioni trasversali di una figura complessa
Testimonianze:
Paolo Ceccarelli: GDC
Donlyn Lyndon: Giancarlo De Carlo negli Stati Uniti
Saggi Critici:
Peter Blundell Jones: Giancarlo De Carlo: opere di “attività
professionale”
Franco Purini: L’opera e il tema
Giorgio Ciucci: “Poi forse, e anche per altre vie –
verrà l’arte”
Francesco Samassa: “Un edificio non è un edificio non
è un edificio”. L’anarchitettura di Giancarlo
De Carlo
Antologia:
Interventi di Giancarlo De Carlo
Indice dei nomi
Presentazione
Il fondo Giancarlo De Carlo presso l’Archivio Progetti
dello Iuav.
Francesco Samassa
E’ il 1998 quando Giancarlo De Carlo e l’Archivio Progetti
dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia definiscono
un accordo e un programma di lavori finalizzato al deposito, al
riordino, alla conservazione e alla valorizzazione dell’archivio
professionale di De Carlo stesso. Un programma che ha impegnato
più di cinque anni di lavoro e che è giunto a termine
nel giugno del 2004 con la pubblicazione del volume Giancarlo De
Carlo - Inventario analitico dell’archivio. E’ il terzo
della serie (dopo quello dedicato a Giuseppe Torres e quello ad
Alberto e Giuseppe Samonà), compreso nella collana di inventari
a stampa curata dall’Archivio Progetti di Venezia per offrire
al pubblico degli studenti e degli studiosi di architettura l’opportunità
di avvicinarsi al patrimonio documentale conservato presso la loro
sede.
In questi cinque anni si sono succedute una serie piuttosto articolata
di fasi di lavoro, dal vero e proprio trattamento fisico dei materiali
documentali (recuperati nei locali dello studio milanese di Giancarlo
De Carlo e pazientemente riordinati, inventariati e catalogati secondo
standard internazionali di archiviazione), alla messa on line di
tutti i dati raccolti che, così, sono oggi consultabili nel
sito dell’Archivio Progetti ( http://www.iuav.it/homepage/ap/
) accompagnati da un ricca selezione di immagini.
Cercherò qui di illustrare l’assetto finale che è
stato dato al fondo archivistico, descrivendone in sintesi i contenuti.
Anzitutto devo però premettere due condizioni che hanno
costituito un limite dell’operazione. Il primo riguarda il
fatto che era necessario fermare l’acquisizione dei documenti
a ciò che non era più di alcuna utilità operativa
per lo studio, a tutt’oggi in piena attività, in modo
da non ostacolarne il lavoro. Questo ha implicato la rinuncia a
comprendere nel lavoro, per esempio, tutti quei progetti così
recenti da non essere ancora terminati in tutte le fasi (successive,
magari, alla progettazione in sé); ma anche il ricco archivio
fotografico che è costantemente utilizzato per le molteplici
occasioni editoriali in cui viene trattato De Carlo e la sua opera.
Ovviamente questa limitazione è solo temporanea, e si può
pensare che nel futuro possa venire colmata. Ben altra limitazione
invece, questa purtroppo irreversibile, è quella che risale
a un episodio del febbraio del 1972 (precisamente documentato) in
cui De Carlo stesso ha distrutto personalmente molti materiali del
suo archivio di allora, ‘sfoltendo’ quando non eliminando
del tutto i disegni relativi ai vari progetti fino ad allora eseguiti
(perlopiù i progetti minori, volendo usare una definizione
del genere, ma che comunque sarebbe stato molto importante poter
oggi studiare). Si tratta di una vera e propria lacuna, l’unica
veramente significativa del fondo, che comunque non ha cancellato
del tutto la documentazione del lavoro svolto dallo studio precedentemente
a quel febbraio del 1972.
A parte questo, tutti i materiali del fondo sono pervenuti in uno
stato di conservazione sicuramente buono, e soprattutto con un ordinamento
efficace che si è cercato perlopiù di conservare,
pur adeguandone i criteri di catalogazione a quelli ormai formalizzati
a livello internazionale per gli archivi di architettura.
Il fondo si articola in una sequenza di quattro serie documentali
e in un sub-fondo a sua volta articolato in altre tre serie documentali:
la serie degli Atti, due serie dedicate ai materiali grafici (Progetti:
disegni, relazioni, modelli e Progetti: documenti digitali), la
serie degli Scritti e poi, per il sub-fondo dedicato alla rivista
Spazio e Società, una serie di “Corrispondenza”,
una di “Materiali redazionali” e un’ultima di
“Materiali vari”.
La serie degli “Atti” sostanzialmente raccoglie tutti
i materiali di corrispondenza prodotti nel contesto delle molteplici
attività svolte in tanti anni da Giancarlo De Carlo: dall’attività
professionale, evidentemente, all’attività accademica,
dall’attività editoriale all’attività
di promozione culturale; senza dimenticare poi un’infinità
di altre occasioni in cui De Carlo è stato coinvolto a diverso
titolo. Si tratta di una mole rilevante di documenti, variamente
ordinati per parti distinte (si è mantenuto sostanzialmente
l’ordinamento originale), di grande interesse sia per la molteplicità
degli autorevoli interlocutori con cui De Carlo ha intrattenuto
fitti contatti di corrispondenza, che per l’attitudine (tipicamente
decarliana) di intendere la corrispondenza come momento importante
di elaborazione del proprio pensiero. A titolo di esempio citerò
solo i carteggi relativi alla partecipazione di De Carlo come membro
della Giunta della Triennale fino al 1968 (anno della sfortunata
esposizione da lui curata sul tema del “Grande Numero”
- devastata dai manifestanti il giorno dell’apertura), oppure
il ricco carteggio relativo all’attività del Team X
di cui De Carlo è stato uno dei membri più attivi,
organizzatore dei due meeting di Urbino (1976) e di Spoleto (1976).
Le due serie dedicate ai “Progetti” raccolgono invece
tutti i materiali prodotti nel contesto della elaborazione dei piani
e dei progetti che costituiscono, nel caso di un architetto, il
corpus principale dei documenti relativi all’attività
professionale. Lasciando per un momento da parte la serie relativa
ai materiali digitali (che pongono nuovi problemi tecnici, ancora
aperti e da esplorare fino in fondo, alla disciplina archivistica
e che meriterebbero per questo una digressione particolare), mi
riferisco qui ai disegni, ai modelli e alle relazioni di accompagnamento
che lo studio De Carlo ha elaborato a partire dal 1950. Si tratta
di una collezione di circa 10.000 elaborati relativi a quasi 120
progetti: una mole di materiali che offre finalmente l’opportunità
di studiare sistematicamente l’opera di Giancarlo De Carlo
a partire dalle fonti di prima mano. Ma il mezzo secolo di attività
dello studio documentato nel fondo, e la sua sostanziale integrità,
offre l’opportunità per ripercorrere anche la grande
trasformazione che ha subito, dal punto di vista tecnico-materiale,
la pratica professionale nel corso della seconda metà del
novecento: dai primi lucidi a matita e a china, alle prime copie
radex, alle copie eliografiche, alle xerocopie, fino alla digitalizzazione
dei processi di elaborazione grafica (che, dicevo, implica un discorso
a parte). Osservazione importante, questa, per ben comprendere che
l’importanza di un fondo archivistico come quello di Giancarlo
De Carlo non è solo data dall’opportunità di
studiare De Carlo stesso, ma anche dalla possibilità di costruire
altri percorsi di ricerca, sui temi più diversi.
La serie degli “Scritti”, infine, raccoglie un’importante
collezione di documenti che sono stati raccolti nel tempo (e gelosamente
e pazientemente conservati da Angela Mioni nello studio di Milano)
relativi alle diverse occasioni in cui De Carlo ha prodotto uno
scritto su un qualche argomento, fosse un’intervista, una
lezione, un intervento a un convegno, una prefazione a qualche pubblicazione,
un articolo, il conferimento di un premio, e via dicendo. Di particolare
interesse sono i testi preparati per molti interventi a convegni
e incontri pubblici, non solo perché molti sono rimasti inediti,
ma anche perché i manoscritti originali hanno spesso una
redazione che parla molto del modo di lavorare di De Carlo in quelle
occasioni, tra sottolineature ed evidenziazioni vivacemente colorate,
schemi e piccoli schizzi di accompagnamento, appunti a margine.
Persi in una eventuale edizione a stampa, come anche le molte tracce
dei ripensamenti o gli appunti sul retro dei fogli presi a margine
degli interventi di altri relatori, anche tutti questi aspetti della
redazione grafica dei testi diventano spesso ben rappresentativi
del modo di pensare di De Carlo. Una piccola rassegna esemplificativa
di questo importante aspetto è nell’Appendice antologica
del volume Giancarlo De Carlo. Percorsi pubblicato sempre a cura
dell’Archivio Progetti di Venezia, parallelamente al volume
dell’inventario. Questi scritti sono un esempio paradigmatico
dell’importanza fondamentale per gli studiosi di poter attingere
alle fonti originali (e, di conseguenza, dell’importanza decisiva
per lo studio e la ricerca del lavoro svolto dagli archivi). Importanti
a mio avviso sono anche i testi di programmi e presentazione dei
corsi, lezioni e altri interventi dentro l’Università,
che permettono di ricostruire l’attività accademica
di De Carlo nei termini dei suoi contenuti. Un aspetto questo su
cui non si è mai concentrata l’attenzione storico-critica
- che si è sempre limitata a considerare solo il curriculum
di De Carlo nel passaggio dei vari incarichi, tra le sedi universitarie
di Venezia e Genova. Mi limito qui a questi pochi esempi, benché
molti altri potrebbero essere i documenti rilevanti da segnalare.
Un discorso a parte è stato fatto per il sub-fondo “Spazio
e Società”, la rivista internazionale di architettura
e urbanistica di cui De Carlo è stato fondatore e direttore
(dagli anni Settanta fino alla chiusura delle attività nel
2000), in quanto i materiali non hanno alcuna relazione diretta
con quelli del fondo personale e professionale. Benché gli
spazi della redazione fossero ricavati, a parte il periodo iniziale,
presso i locali dello studio, la rivista, infatti, ha avuto sempre
una vita parallela e autonoma rispetto a tutte le altre attività
di De Carlo. In questo caso l’archivio della rivista è
stato acquisito nella sistemazione datagli da Giuliana Baracco,
compagna di vita di De Carlo ed energica caporedattrice della rivista,
e si sono distinte le tre serie sopramenzionate. Una di “Corrispondenza”
relativa a tutti gli scambi epistolari con gli autori, i collaboratori
occasionali, ma anche i membri di redazione; due di “Materiali”:
una prima relativa ai materiali preparatori dei diversi fascicoli
(purtroppo se ne sono conservati solo per l’ultima ventina
di numeri della rivista), una seconda di materiali ‘vari’,
intendendo qui materiali fotografici, ritagli di stampa e altra
documentazione che venivano raccolti e conservati come ‘memoria
complessa’, collezione di appunti e di spunti possibili, carburante
fondamentale per le discussioni e le idee che hanno animato la vita
della rivista.
Come dicevo, tutto il complesso di informazioni sui documenti ricavato
durante le operazioni di riordino dell’archivio è ora
disponibile on line, e costituisce uno strumento fondamentale per
portare più a fondo le ricerche su una figura di assoluto
rilievo come quella di Giancarlo De Carlo.

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