Bucarest dal villaggio alla metropoli. Identità urbane e nuove tendenze.
di Giuseppe Cinà

Paperback: 178 pages
Publisher:
Unicopoli, 2005
Language:
Italian
ISBN:
884001036x
Prize: € 18,00


Presentazione
di Emiliano Bugatti

L’attuale processo di unificazione dell’Unione Europea vede l’adesione di paesi che solo alcuni decenni fa sembravano destinati a rimanerne esclusi. Uno di questi, La Romania, è stato sempre collocato altrove rispetto alla nostra contingenza geografica, politica e religiosa: nel blocco sovietico dal dopoguerra sino alla caduta di Ceausescu e nell’area ai limiti dell’Impero ottomano e dell’Oriente ortodosso, nel passato più remoto. Questa particolare condizione di confine si ripercuote sulle dinamiche di trasformazione urbana della città di Bucarest.
È il titolo stesso del volume di Giuseppe Cinà a rendere manifesto ciò che la città di Bucarest è stata nel solo arco di un secolo e mezzo: un villaggio che è diventato una contemporanea metropoli “globale”. Quando l’autore introduce il concetto di villaggio o di insieme di villaggi che costituivano la Bucarest pre-industriale, richiama quella città non compatta sviluppatasi all’interno di un modello insediativo di tipo ottomano, che a occidente dei balcani non è mai sembrato propriamente “urbano”. La nascita della nazione romena ha introdotto nella forma urbana una nuova idea di città: quella borghese del XIX secolo. Le realizzazioni ottocentesche si sovrappongono così al villaggio “ottomanizzante” delineando dei brani di città degni dei più importanti boulevard parigini. Contemporaneamente alla riforma urbana si realizzano architetture coerenti con le trasformazioni in atto, ma in evidente contrasto con gli edifici più antichi. Questa necessità determina la faticosa ricerca di una nuova identità culturale e architettonica che si protrarrà sino al XX secolo. All’interno di questo solco si inserisce l’architettura neoromena elaborata da architetti locali di formazione Beaux Arts, che prendendo a prestito alcuni elementi tipologici dall’architettura rurale elaborano uno stile inedito. Tuttavia, come viene sottolineato dall’autore, queste architetture non riescono a superare i limiti di una mera elaborazione figurativa sovrapposta a nuove tipologie edilizie. La questione dell’identità, elemento che contraddistingue la tormentata vicenda culturale e architettonica della città dall’Ottocento sino ai primi decenni del Novecento, diventa una vera e propria ossessione nell’opera dei diversi architetti che si avvicenderanno. Curiosamente all’interno di questo dibattito, atto a legittimare una nuova architettura in rapporto dialettico con quella “tradizionale”, si inserisce anche l’architettura moderna d’avanguardia che ha avuto in Marcel Iancu, uno dei fondatori del movimento Dada, un esponente di risonanza europea. Dagli anni trenta si assiste nella città di Bucarest alla produzione di altissimi esempi di architettura moderna, che rispetto a quelli più noti dei Maestri europei risulterà particolarmente radicata nel contesto urbano, diventando a tutti gli effetti un patrimonio della città consolidata.
Con l’avvento del socialismo, alla conclusione della seconda Guerra Mondiale, la città conosce un nuovo periodo denso di trasformazioni molto diverse fra loro; dagli edifici obbedienti ai dettami dei CIAM del primo periodo sino alle folli realizzazioni iper-monumentali di Ceausescu. Osservando dall’esterno una vicenda non ancora metabolizzata dalla giovane democrazia romena, l’autore riesce a valutare con obiettività tutte le tendenze che hanno caratterizzato quaranta anni di regime comunista. L’interessante problematica del passaggio da un’economia collettivistica ad una di mercato caratterizza l’ultima parte del libro. La questione della privatizzazione, dall’industria pubblica sino agli alloggi dei singoli cittadini, ha aperto un nuovo fronte nella gestione del territorio, passando da un controllo assoluto all’assoluta mancanza di regole.
L’autore, pur sviluppando il testo attraverso un’analisi scientifica delle dinamiche urbane e soffermandosi su architetture considerate particolarmente rilevanti, sviluppa una lettura della città che esula da alcuni cliché propri dell’architetto e dell’urbanista. Le diverse schede tematiche che si inseriscono all’interno dei capitoli rappresentano questo desiderio. Non solo, in alcuni passaggi l’autore perde l’inibizione del “ricercatore puro” lasciando trapelare il personale percorso di avvicinamento e di conoscenza alla realtà di Bucarest. In questi brani l’autore sembra collegarsi alle interpretazioni della città compiute da non architetti, scrittori o artisti che nei loro scritti sono riusciti a restituire un’essenza della città che va oltre le analisi degli specialisti. Ne sono un esempio le descrizioni psicologiche delle Barcelonas di Montalban o le metafisiche città portoghesi descritte da Tabucchi, come le acute analisi di Maggiani sulla genesi delle piazze del centro antico di Genova.
Cinà ha il merito di riuscire a presentare la complessa vicenda di Bucarest, giocando sulla dialettica tra l’indagine scientifica e la partecipazione emotiva, cercando di portare sempre l’attenzione del lettore su un nuovo aspetto delle diverse vicende urbane e architettoniche affrontate. I temi dei capitoli non propongono solo una cronologica ricostruzione del sofferto percorso di avvicinamento ai giorni nostri, ma diventano piuttosto l’occasione per indirizzare l’attenzione verso i diversi aspetti del fenomeno urbano. Il lettore riesce così a ricomporre luoghi, tempi e temi della città entro un complesso quadro d’insieme trovando un senso nelle sue contraddittorie immagini.


Sommario

Presentazione
di Nicolae Lascu

Premessa

LA QUESTIONE DELL’IDENTITA’

Una cartolina da Bucarest
L’unità nella diversità
La calea Victoriei
Il Museo del Villaggio
I nuovi luoghi

VERSO L’EUROPA

Tra oriente e occidente
La città villaggio
La Parigi dei Balcani e l’architettura storicista
Le trasformazioni urbanistiche

LA NUOVA MODERNITA’, FRA TRADIZIONI E INNOVAZIONI

Canoni estetici e ricerca dell’identità
Lo stile neo-romeno, funzione evolutiva e istanze regressive
- Uno stile tra passato e presente. Tradizione ed eclettismo
- Neo-romeno e arte popolare. Neo-romeno e modernismo
Il Movimento Moderno tra utopia e pragmatismo
I pionieri della corrente modernista
Una proposta radicale. Una costruzione paziente. Un esercizio di realismo
L’architettura moderna e la città
L’urbanistica moderna secondo Marcel Iancu
Architettura e pubblicistica
Architettura mediterranea e interventi in ambito rurale
- L’architettura mediterranea, ossia la fuga dal passato
- Modernizzazione e architettura neo-romena in ambito rurale

DAI REGOLAMENTI AL PIANO

La modernizzazione attraverso gli strumenti normativi
La modernizzazione attraverso i piani urbanistici
- Il piano del 1921. Il piano del 1935


LA CITTA’ SOCIALISTA DAL RAZIONALISMO AL POST-MODERN

I diversi aspetti della trasformazione urbana
L’architettura del periodo stalinista
La ville radieuse in versione rumena
Il delirio al potere
Gli interventi per il nuovo centro civico

DOPO IL 1989: IL DIFFICILE RITORNO IN EUROPA

La città post-socialista e le sirene del mercato
Il regime dei suoli, dal collettivo al privato
I grandi progetti
Spazi pubblici e spazi privati, trasformazione e abbandono
- Gli spazi della riappropriazione. Lo spazio semipubblico
- Gli spazi della segregazione. Gli spazi della globalizzazione
Il nuovo Piano Urbanistico Generale
Il centro storico
Quale rinascita urbana è possibili per Bucarest?

Riferimenti bibliografici

Referenze fotografiche e iconografiche


Emiliano Bugatti, architetto, ha collaborato fra il 2000 e il 2005 con Maurice Cerasi, professore ordinario della Facoltà di Architettura di Genova, a programmi di ricerca a carattere nazionale sul tema dei centri storici del Mediterraneo orientale. Ha scritto nei volumi di Maurice Cerasi “The Istanbul Divanyolu--a Case Study in Ottoman Urbanity and Architecture”, Istanbul Orient-Institut, Wüzburg 2004, e nel recente “La città dalle molte culture”, Libri Scheiwiller, Milano 2005. Attualmente è dottorando in progettazione architettonica e urbana nella -Scuola di Dottorato in Architettura e Design- della Facoltà di Architettura di Genova.