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Tre film di Chenal, per illustrare l'architettura moderna e
pubblicizzare una nuova rivista di architettura
di Alessandra Redivo
Nel 1930 il regista francese Pierre Chenal dedica tre brevi film
all'architettura moderna dei fratelli Perret, di Mallet Stevens,
di Le Corbusier e Pierre Jeanneret.
I tre film sono Batir, Architecture d'aujourd'hui e Trois chantiers.
I cortometraggi sono finalizzati ad analizzare i vantaggi del costruire
moderno dal punto di vista tecnico, mostrando il cantiere di costruzione,
dove sono usati i nuovi materiali in modo rivoluzionario; dal punto
di vista funzionale, mostrando la distribuzione dello spazio e della
luce all'interno dell'edificio; dal punto di vista estetico, mostrando
la bellezza del progetto razionale e dal punto di vista economico,
mostrando gli edifici costruiti in serie con costi notevolmente
ridotti.
Il fine dei film è quello di analizzare la casa e anche il quartiere
fino all'idea di città formulata da Le Corbusier.
I film furono prodotti dalla rivista di architettura "Architecture
d'aujourd'hui", fondata nel 1930 da Auguste Perret e Mallet Stevens.
Nel primo numero il direttore spiega qual è lo scopo della rivista:
"Architecture d'aujourd'hui" è stata creata per far conoscere la
nuova architettura francese. La produzione dei tre film doveva propagandare
le nuove teorie in architettura e, allo stesso tempo, pubblicizzare
la rivista. La redazione scelse il cinema come strumento di divulgazione
non solo in Francia, ma anche all'estero. I film furono presentati
per la prima volta al pubblico parigino nel maggio 1931 al cinema
Rialto.
Batir, girato a Parigi, era accompagnato da un commento musicale
di Albert Jeanneret, fratello di Le Corbusier. Sfortunatamente il
sonoro è andato perduto.
Esistono due copie del film, una custodita al Filmmuseum di Amsterdam,
l'altra al Centre National de la Cinematographie di Parigi. La prima
ha didascalie in olandese, la seconda in francese.
Batir si può suddividere in tre parti. Nella prima parte il film
illustra come si costruisce con i nuovi materiali: acciaio e cemento.
Le immagini finali mostrano come viene gettato un solaio. La seconda
parte è caratterizzata da esempi di "vecchia" architettura paragonati
ad altri di architettura moderna: il Garage Citroën (1925); un edificio
per uffici in rue Balard (1924), a Parigi, di Mallet Stevens; la
Cité de Refuge dell'Armèe du Salut (1929-1933) a Parigi, di Le Corbusier.
Questa parte è piuttosto ironica verso gli architetti tradizionali:
"poi arriva l'architetto; per rinforzare il tutto applica una maschera
di mattoni all'edificio". La terza parte mostra il Plan Voisin (1925)
di Le Corbusier per la città di Parigi. Il messaggio che passa attraverso
le immagini, è che a partire dall'uso industrializzato dei materiali,
è possibile pianificare la città ripetendo elementi urbani standardizzati.
Di Architecture d'aujourd'hui esistono quattro copie, di cui una
custodita al Filmmuseum di Amsterdam. Questa copia venne comprata
dalla Filmliga (1) nel 1931 e commentata con
didascalie in olandese. La copia conservata al Centre National de
la Cinematographie di Parigi è identica a quella olandese, con didascalie
in francese. Una terza copia, custodita al Museum of Modern Art
di New York è molto più corta e comprende solo le sequenze con le
architetture di Le Corbusier. I sottotitoli sono in francese e la
sua durata è di 14 minuti. Un'ultima copia, oggi alla Cinematheque
Suisse di Losanna, senza sottotitoli, è uguale a quella del MoMA
eccetto per la totale assenza di didascalie.
Anche Architecture d'aujourd'hui è suddivisibile in quattro parti.
La prima descrive come diversi architetti usano il cemento armato
in diversi tipi di edifici. Il film mostra due chiese dei fratelli
Perret, Notre-Dame de la Consolation a Raincy (1923) e Sainte-Therèse
de l'Enfant-Jesus (1925); la rue Mallet Stevens di Mallet Stevens,
costruita nel 1927 a Parigi e, per finire, il quartiere Frugès di
Pessac vicino Borbeaux (1924-1926) di Le Corbusier. Le sequenze
della seconda parte illustrano le teorie di Le Corbusier sull'architettura:
"l'automobile è una macchina per guidare, l'aeroplano è una macchina
per volare e la casa è una macchina per abitare", attraverso tre
progetti per case unifamiliari: Villa Stein-De Monzie a Garches
(1925-1926), dove "la semplice bellezza della casa è paragonabile
alla bellezza della macchina"; Villa Church a Ville d'Avray (1927);
Villa Savoye a Poissy (1928-1930).
La macchina da presa ritrae le tre ville dall'esterno, poi, all'interno
sottolineando la quantità di spazio e di luce (una didascalia dice:
"una ripresa fatta senza luce artificiale"), infine con la sequenza
del movimento il cui scopo è quello di enfatizzare la facilità con
cui si attraversa lo spazio da un punto ad un altro della casa fino
al tetto/terrazza: "la casa non è una prigione, l'aspetto cambia
ad ogni passo. La rampa conduce al solarium". Nella sequenza del
movimento, attori (un uomo e una donna) recitano, facendo ginnastica,
salendo le scale o semplicemente chiacchierando sedute sul tetto.
Nelle sequenze che mostrano Villa Stein, è presente lo stesso Le
Corbusier che sale la scala a chiocciola che porta al tetto.
L'ultima parte è dedicata al Plan Voisin, come in Batir, "tutto
lo spazio libero verrà destinato ai pedoni e Parigi diventerà di
nuovo la più importante città del mondo!". Chenal, in questa parte
finale, filma i modelli realizzati da Le Corbusier, paragonandoli
alle vie del centro di Parigi, caratterizzate da strade buie e strette.
Del terzo film Trois chantiers, sfortunatamente non si conoscono
copie rimaste. Solo poche informazioni consentono di sapere che
si trattava di un documentario dedicato alla costruzione di tre
ponti in cemento armato in Francia.
(1) La Filmliga (1927-1933) era una associazione
culturale olandese che promuoveva il cinema nei Paesi Bassi.
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