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Batir
1930
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regia di Pierre Chenal,
sceneggiatura di Pierre Chenal e Le Corbusier,
sottotitoli di Le Corbusier,
musica di Albert Jeanneret,
prodotto dalla rivista "Architecture d'aujourd'hui",
35 mm, b&w, durata 11 min.
Parigi 1930.
Copie sono conservate negli archivi: Filmmuseum (Amsterdam), Centre National de la Cinematographie (Paris)
© Foundation Le Corbusier
   
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Architecture d'aujourd'hui
1930
.
regia di Pierre Chenal,
sceneggiatura di Pierre Chenal e Le Corbusier,
sottotitoli di Le Corbusier,
musica di Albert Jeanneret,
prodotto dalla rivista "Architecture d'aujourd'hui",
35 mm, b&w, durata 18 min.
Parigi 1930.
Copie sono conservate negli archivi: Filmuseum (Amsterdam), Centre National de la Cinematographie (Paris), MoMA (New York) , GTA (Zürich), Cinematheque Suisse (Losanne)
© Foundation Le Corbusier
 
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Tre film di Chenal, per illustrare l'architettura moderna e pubblicizzare una nuova rivista di architettura
di Alessandra Redivo


Nel 1930 il regista francese Pierre Chenal dedica tre brevi film all'architettura moderna dei fratelli Perret, di Mallet Stevens, di Le Corbusier e Pierre Jeanneret.
I tre film sono Batir, Architecture d'aujourd'hui e Trois chantiers. I cortometraggi sono finalizzati ad analizzare i vantaggi del costruire moderno dal punto di vista tecnico, mostrando il cantiere di costruzione, dove sono usati i nuovi materiali in modo rivoluzionario; dal punto di vista funzionale, mostrando la distribuzione dello spazio e della luce all'interno dell'edificio; dal punto di vista estetico, mostrando la bellezza del progetto razionale e dal punto di vista economico, mostrando gli edifici costruiti in serie con costi notevolmente ridotti.
Il fine dei film è quello di analizzare la casa e anche il quartiere fino all'idea di città formulata da Le Corbusier.
I film furono prodotti dalla rivista di architettura "Architecture d'aujourd'hui", fondata nel 1930 da Auguste Perret e Mallet Stevens. Nel primo numero il direttore spiega qual è lo scopo della rivista: "Architecture d'aujourd'hui" è stata creata per far conoscere la nuova architettura francese. La produzione dei tre film doveva propagandare le nuove teorie in architettura e, allo stesso tempo, pubblicizzare la rivista. La redazione scelse il cinema come strumento di divulgazione non solo in Francia, ma anche all'estero. I film furono presentati per la prima volta al pubblico parigino nel maggio 1931 al cinema Rialto.
Batir, girato a Parigi, era accompagnato da un commento musicale di Albert Jeanneret, fratello di Le Corbusier. Sfortunatamente il sonoro è andato perduto.
Esistono due copie del film, una custodita al Filmmuseum di Amsterdam, l'altra al Centre National de la Cinematographie di Parigi. La prima ha didascalie in olandese, la seconda in francese.
Batir si può suddividere in tre parti. Nella prima parte il film illustra come si costruisce con i nuovi materiali: acciaio e cemento. Le immagini finali mostrano come viene gettato un solaio. La seconda parte è caratterizzata da esempi di "vecchia" architettura paragonati ad altri di architettura moderna: il Garage Citroën (1925); un edificio per uffici in rue Balard (1924), a Parigi, di Mallet Stevens; la Cité de Refuge dell'Armèe du Salut (1929-1933) a Parigi, di Le Corbusier. Questa parte è piuttosto ironica verso gli architetti tradizionali: "poi arriva l'architetto; per rinforzare il tutto applica una maschera di mattoni all'edificio". La terza parte mostra il Plan Voisin (1925) di Le Corbusier per la città di Parigi. Il messaggio che passa attraverso le immagini, è che a partire dall'uso industrializzato dei materiali, è possibile pianificare la città ripetendo elementi urbani standardizzati.
Di Architecture d'aujourd'hui esistono quattro copie, di cui una custodita al Filmmuseum di Amsterdam. Questa copia venne comprata dalla Filmliga (1) nel 1931 e commentata con didascalie in olandese. La copia conservata al Centre National de la Cinematographie di Parigi è identica a quella olandese, con didascalie in francese. Una terza copia, custodita al Museum of Modern Art di New York è molto più corta e comprende solo le sequenze con le architetture di Le Corbusier. I sottotitoli sono in francese e la sua durata è di 14 minuti. Un'ultima copia, oggi alla Cinematheque Suisse di Losanna, senza sottotitoli, è uguale a quella del MoMA eccetto per la totale assenza di didascalie.
Anche Architecture d'aujourd'hui è suddivisibile in quattro parti. La prima descrive come diversi architetti usano il cemento armato in diversi tipi di edifici. Il film mostra due chiese dei fratelli Perret, Notre-Dame de la Consolation a Raincy (1923) e Sainte-Therèse de l'Enfant-Jesus (1925); la rue Mallet Stevens di Mallet Stevens, costruita nel 1927 a Parigi e, per finire, il quartiere Frugès di Pessac vicino Borbeaux (1924-1926) di Le Corbusier. Le sequenze della seconda parte illustrano le teorie di Le Corbusier sull'architettura: "l'automobile è una macchina per guidare, l'aeroplano è una macchina per volare e la casa è una macchina per abitare", attraverso tre progetti per case unifamiliari: Villa Stein-De Monzie a Garches (1925-1926), dove "la semplice bellezza della casa è paragonabile alla bellezza della macchina"; Villa Church a Ville d'Avray (1927); Villa Savoye a Poissy (1928-1930).
La macchina da presa ritrae le tre ville dall'esterno, poi, all'interno sottolineando la quantità di spazio e di luce (una didascalia dice: "una ripresa fatta senza luce artificiale"), infine con la sequenza del movimento il cui scopo è quello di enfatizzare la facilità con cui si attraversa lo spazio da un punto ad un altro della casa fino al tetto/terrazza: "la casa non è una prigione, l'aspetto cambia ad ogni passo. La rampa conduce al solarium". Nella sequenza del movimento, attori (un uomo e una donna) recitano, facendo ginnastica, salendo le scale o semplicemente chiacchierando sedute sul tetto. Nelle sequenze che mostrano Villa Stein, è presente lo stesso Le Corbusier che sale la scala a chiocciola che porta al tetto.
L'ultima parte è dedicata al Plan Voisin, come in Batir, "tutto lo spazio libero verrà destinato ai pedoni e Parigi diventerà di nuovo la più importante città del mondo!". Chenal, in questa parte finale, filma i modelli realizzati da Le Corbusier, paragonandoli alle vie del centro di Parigi, caratterizzate da strade buie e strette. Del terzo film Trois chantiers, sfortunatamente non si conoscono copie rimaste. Solo poche informazioni consentono di sapere che si trattava di un documentario dedicato alla costruzione di tre ponti in cemento armato in Francia.

(1) La Filmliga (1927-1933) era una associazione culturale olandese che promuoveva il cinema nei Paesi Bassi.

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